Dall’ANCE una guida pratica con proposte e azioni per far ripartire il Paese

Dall’ANCE una guida pratica con proposte e azioni per far ripartire il Paese

L’innovazione nelle costruzioni come driver di sviluppo sostenibile del Paese

Edifici a basso consumo di energia, sviluppo dell’economia circolare, utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, cantieri a basso impatto ambientale sono la sfida per uno sviluppo sostenibile in termini ambientali, economici e sociali. Per le caratteristiche del settore costruzioni, ed essendo ogni realizzazione un prototipo che coinvolge un numero molto elevato di soggetti, c’è bisogno di un piano ad hoc per raggiungere i risultati di innovazione e di aumento di produttività che altri settori industriali hanno raggiunto. La Guida pratica per l’innovazione delinea gli obiettivi di innovazione, ed individua le strategie per conseguirli, in termini di digitalizzazione dei processi, investimenti in ricerca e sviluppo, formazione degli operatori, semplificazione e riduzione delle procedure amministrative.

I punti analizzati sono 6, che vengono sviluppati di seguito con relative proposte da parte dell’Ance.

1. Adottare una strategia nazionale per la digitalizzazione 

A livello mondiale, negli ultimi due decenni, la crescita media della produttività nel settore manifatturiero è stata del 3,6% all’anno contro l’1% del settore delle costruzioni. Gran parte di questa differenza è dovuta alla mancata digitalizzazione delle attività costruttive. Nei Paesi che usano metodologie digitali nelle costruzioni c’è stata una sensibile riduzione del costo di costruzione/gestione e dei tempi di realizzazione dell’opera nonché il miglioramento delle prestazioni energetico/ambientali delle opere. Serve superare gli ostacoli, legati all’elevato numero di soggetti coinvolti e ai bassi investimenti in innovazione, che rendono difficile la transizione del settore costruzioni verso metodologie digitali (BIM, dematerializzazione cartacea, digitalizzazione del cantiere, interconnessione delle attrezzature, controllo digitale del processo costruttivo).
 
Proposta

Creare una Piattaforma digitale nazionale specifica per le costruzioni, pubblica e gratuita, a servizio della committenza, dei progettisti, delle imprese di costruzioni, dei produttori di materiali e tecnologie, dei gestori e manutentori delle opere per migliorare la collaborazione e lo scambio di informazioni tra gli operatori a favore di una maggior produttività e migliori prestazioni degli edifici.

2. Sostenere la digitalizzazione delle attività delle imprese 

Il Piano Nazionale Impresa 4.0, strumento strategico per modernizzare le attività produttive, deve essere utilizzabile pienamente anche dalle imprese di costruzioni, cosa che oggi non è perché il Piano è nato prevalentemente per il settore manifatturiero. Ad oggi i requisiti richiesti dalla normativa, sia per i software che per i macchinari, per essere considerati 4.0, sono difficilmente applicabili a quelli utilizzati nei cantieri edili. Anche le regole di accesso al contributo per acquisire le consulenze di manager qualificati per implementare le tecnologie 4.0, penalizza le imprese di costruzione.
 
Proposta

Creare il Piano Edilizia 4.0. Aggiornare l’elenco dei beni funzionali alla trasformazione tecno-logica e digitale delle imprese e l’elenco dei beni immateriali quali i software, sistemi e piattaforme, connessi agli investimenti in beni materiali, alle specifiche caratteristiche per il settore delle costruzioni. Adeguare al settore costruzioni il contributo a fondo perduto per consulenze finalizzate alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese introducendo, per la qualificazione dei consulenti, requisiti più pertinenti al settore.

3. Favorire gli investimenti in R&S e il finanziamento di un programma triennale per l’innovazione del settore

Il decreto riguardante l’utilizzo del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo mal si adatta all’attività edilizia, non considerando le attività più peculiari del settore, creando così un disincentivo per le imprese ad investire. Mancano anche le regole per favorire la sperimentazione, la capitalizzazione e la diffusione dei risultati della ricerca, testati e validati.
 
Proposta

Adeguare alle caratteristiche del settore costruzioni la normativa sul credito d’imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo. Finanziare un programma triennale, che veda la partecipazione delle Associazioni imprenditoriali e del sistema bilaterale delle scuole edili, per affiancare le PMI nell’adottare processi e soluzioni innovativi.

4. Sostenere la formazione degli operatori dell’edilizia

Per le imprese di costruzione il cambiamento dell’organizzazione delle attività legato alla digitalizzazione è un percorso che richiede almeno 3-4 anni e deve riguardare sia la formazione delle nuove generazioni che i soggetti che già operano nel settore. Gli attuali incentivi previsti dal Piano Impresa 4.0 non si adattano a queste caratteristiche del settore. Ad oggi sono pochi ad avere le conoscenze e competenze 4.0 richieste ed è indispensabile svilupparle con un percorso di formazione supportato da consulenti specializzati.
 
Proposta

Inserire le competenze 4.0 per le costruzioni già nei corsi universitari ed in quelli degli istituti tecnici superiori. Finanziare un percorso di formazione accessi-bile gratuitamente per chi già opera nel settore edile, includendo tra i soggetti abilitati a derogare la formazione il sistema bilaterale del-le scuole edili. Riconfermare e stabilizzare le misure a sostegno della formazione 4.0, almeno per un quinquennio, introducendo i correttivi e le specifiche necessari per meglio adattarle al settore costruzioni. Prevedere un bonus assunzioni per favorire l’ingresso di giovani professionalizzati nelle imprese edili, attraverso un meccanismo di de-contribuzione totale per 10 anni finanziato coi fondi strutturali europei.

5. Dare impulso all’edilizia sostenibile per completare la transizione verso un modello economico “circolare”

La metà delle materie prime sono utilizzate per la costruzione di edifici; il 40% del consumo finale di energia è legato alla fase di esercizio degli edifici; nella fase di costruzione dell’edificio la CO2 emessa per la produzione dei materiali rappresenta il 10-20% di quella emessa dall’edificio nel corso della sua intera vita utile; i rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano un terzo dei rifiuti prodotti in Europa la cui maggior parte potrebbe essere riutilizzata a condizione di avere una normativa chiara e ben indirizzata al riciclo/riutilizzo.
 
Proposta

Varare un Piano per l’economia circolare nell’edilizia. Adottare un quadro normativo che semplifichi e favorisca il riutilizzo (decreti End of Waste) dei materiali da costruzione e demolizione. Utilizzare criteri standardizzati riconosciuti e condivisi dalla collettività.

6. Semplificare le procedure e ridurre la documentazione cartacea

Gran parte della legislazione che regola le attività edilizie prevede ancora numerosissimi adempimenti che richiedono la compilazione di documenti, la loro conservazione ed invio a terzi, in forma cartacea, aumentando costi ed oneri per le imprese. Serve semplificare ed innovare il modo di gestire la documentazione relativa ad autorizzazioni, certificazioni ed altri adempimenti richiesti dalle normative che riguardano l’edilizia, favorendo l’uso di procedure digitali per velocizzare le attività delle imprese, ridurre i costi, la documentazione cartacea ed il suo impatto sull’ambiente.
 
Proposta

Dematerializzare la documentazione dando validità giuridica ai documenti digitali
, permettendo alle imprese che hanno adottato procedure gestionali digitalizzate di evitare la duplicazione cartacea/digitale dei vari adempimenti richiesti.
 
La piattaforma ReferApp di Cred.it Spa centra in pieno proprio quest’ultimo punto su cui si focalizza la guida dell’Ance, nell’obiettivo di andare incontro alle esigenze delle imprese e snellire le procedure di richiesta della referenza bancaria per la partecipazione alle gare d’appalto, utilizzando le tecnologie digitali.

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